Canto d'amore, opera realizzata da Giorgio De Chirico

Canto d’Amore di Giorgio De Chirico

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Canto d’Amore: rappresentazione metafisica del reale

Il Canto d’Amore è un olio su tela di dimensioni 73x 59,1 centimetri realizzato da Giorgio De Chirico nel 1914 e custodito al Museum of Modern Art di New York.

La maggior parte delle opere

Falso d'autore del Canto d'amore di Giorgio De Chirico, realizzato dal pittore contemporaneo Massimo Sette

Falso d’autore del pittore contemporaneo Massimo Sette

dell’autore rappresentano delle scene estremamente statiche e monumentali intrise di un carattere misterioso e puramente metafisico.Il carattere enigmatico delle opere di De Chirico ha generato in molti cultori dell’arte contemporanei un profondo desiderio di possedere un falso d’autore del Canto d’Amore o di Ettore e Andromaca, acquistando non delle semplici stampe, ma riproduzioni realizzate da pittori contemporanei che conferiscono alle loro opere il puro spirito dell’autore e l’autenticità data della manipolazione della materia.

Nel Canto d’Amore, Giorgio De Chirico focalizza la scena all’interno di una piazza in cui un edificio fa da quinta, e sul quale sono posti tre elementi strettamente legati alla quotidianeità e al mondo classico, decontestualizzati e inseriti in maniera del tutto sproporzionata ed irrealistica. Questi elementi che de Chirico ripropone all’interno del Canto d’Amore sono una testa classica dell’Apollo del Belvedere, il guanto rosso da chirurgo e una palla verde di dimensioni gigantesce e del tutto surreali.

Il Canto d’Amore genera nell’osservatore un sentimento di mistero e di inquietutide, enfatizzato dall’oscurità che si intravede all’interno degli archi dell’edificio posto sulla destra e che dà l’impressione di stare per inghiottire l’intera scena.

Sul fondo dietro un muretto di mattoni si intravede una locomotiva che nonostante risulti palesemente in movimento dalla presenza del fumo, sembra immobile contribuendo alla staticità dell’opera.

De Chirico con la scelta di puntare una fonte di luce, se pur non visibile, che illumina gli oggetti protagonisti del Canto d’Amore, enfatizza il carattere mistico e misterioso, sottolineando l’irragionevole scelta rappresentativa di elementi completamente estranei gli uni con gli altri, accostati senza alcun senso, ma semplicemente riproponendo una forma in quanto tale e priva di un qualunque messaggio da interpretare.

Proprio per questa complessità delle scene, ma che nello stesso tempo mostrano una quasi superficiale intenzione, De Chirico è stato tanto criticato quanto amato ed emulato dai pittori moderni. Oggi anche i pittori contemporanei mostrano estremo interesse per le sue opere, riproponendo numerosi falsi d’autore di De Chirico.

Autore: Arch. Fiorella Formica

Sono una giovane Architetto e ho dedicato la mia formazione all'arte e all'architettura dimostrando che è possibile trasformare la propria passione in professione.

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