"Campo di grano con volo di corvi" di Vincente Van Gogh 1890

Vincent Van Gogh

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Vincent Van Gogh (1853-1890) fu uno dei più importanti artisti in assoluto di ogni tempo. Una tensione interiore, che poi lo condusse alla follia, lo spinse ad usare il colore come principale mezzo di espressione e, al di fuori di ogni suggestione naturalistica, passò ben presto dalle tonalità chiare e intense dell’impressionismo ad un cromatismo violento, ad una esasperazione quasi allucinata delle immagini.

Con grande sensibilità sapeva riprodurre la tragedia della condizione umana, vissuta di persona, in un travaglio tormentoso. Anche a causa di ciò la sua pittura influì sulla nascita dell’Espressionismo e della pittura moderna.

Figlio di un pastore protestante, dopo aver lavorato come mercante d’arte e insegnante di lingua, Vincent Van Gogh intraprese con scarso successo la strada dell’evangelizzazione, e nella solitudine della miseria e dei tormenti, nel 1879-1880, iniziò a dipingere per esprimere il suo malessere.

All’origine del suo viaggio artistico, la tavolozza era ricca di bruni e di bistri (polveri nere) illuminati da tratti di biacca. Prese su di sé le miserie contadine e operaie, contestò la società oppressiva tramite le sue opere con la parte povera e malata dell’artista. Van Gogh voleva comunicare a tutti la povertà e la durezza della vita contadina: allo scopo usò una pittura realista basata su toni scuri e terrosi.

A contatto con gli Impressionisti però apprezzò i colori chiari e luminosi e, attraverso essi, con tocchi spezzettati e toni contrastanti, continuò ad esternare la sua interna inquietudine.

Vincent Van Gogh, autoritratto con cappello

“Autoritratto con capello di feltro” di Vincent van Gogh.

Nel 1888 si trasferì ad Arles, in Provenza, e in quindici mesi dipinse quasi duecento quadri, tra cui alcune delle sue immagini più serene (“Barche a Saintes Maries”, “La pianura della Crau”, “Caffè di notte”, “Vaso con girasoli”) . I colori solari, verde smeraldo, rosso carminio, azzurro cobalto, giallo oro… rispecchiano l’entusiasmo per la scoperta della luce del Sud della Francia.

Fu raggiunto dal suo amico Gauguin nella “Casa Gialla” in cui abitava, con il proposito di formare una comunità artistica, ma la convivenza si rivelò ben presto impossibile. Ebbero inizio le crisi di alienazione mentale che lo costrinsero a lunghi periodi di degenza in vari ospedali psichiatrici. E’ il periodo degli autoritratti con l’orecchio tagliato, di “Campo di grano con cipressi”, di “Strada con cipresso e stelle”, in cui le linee sono ondose e anche il colore è scavato in turbinii come è un turbine la sua interiorità.

Tornato a Parigi il suo male precipitò ma continuò a lavorare. Dipinse paesaggi, nature morte, ritratti, alberi tormentati come esseri umani. Bellissimo il “Campo di grano con volo di corvi” in cui si scorge il suo animo perturbato rappresentato da simboli che rimandano ai suoi disturbi mentali.

In vita le sue vendite furono scarse ma, dopo la morte, le opere dell’artista si diffusero rapidamente ed esercitarono una profonda influenza propositiva sul corso dell’arte del ventesimo secolo a causa delle sue innovazioni formali ed espressive: il colore, la materia, la gestualità, il sogno, sono tutte portate al massimo della tensione, al massimo dell’energia vitale e tragica.

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Vincent Van Gogh fu un grande pittore intellettuale e perciò superò l’Impressionismo, la scientificità di Seurat, lo spirito costruttivo di Cézanne. Fu pittore della fisicità ma la visse nei suoi conflitti morali con una potentissima energia d’amore e di fraternità considerata dai più, folle e non comunicabile.

Autore: Mario Salvo

Ho dedicato interamente la mia vita all'arte, fin dall'età di 12 anni, festeggiando nel 2016 i 50 anni di carriera artistica. Ho fondato l'associazione culturale ALETES Onlus e in qualità di Presidente e Docente e attraverso l'arte nelle scuole cerco di sostenere "diversamente abili" e le categorie socialmente deboli. Coinvolgendo organismi ed enti pubblici regionali, desidererei, assieme ad altri Maestri, ognuno nel suo specifico settore artistico, realizzare un’Accademia d’arte libera ovvero uno spazio nel quale poter gratuitamente insegnare, diffondendo, tra i tantissimi giovani e meno giovani che desiderino apprendere seriamente l’arte e le sue filosofie, i segreti di tecniche e professioni d’arte le quali, diversamente, andrebbero a beneficio di pochi eletti. Scopri di più su Mario Salvo

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