Visioni, materia e linguaggi del contemporaneo in una mostra collettiva a Barletta
Dal 13 gennaio al 13 febbraio, la Galleria Zerouno di Barletta ospita una Collettiva di Arte Contemporanea che si configura come un articolato dialogo tra linguaggi, visioni e sensibilità artistiche differenti. L’esposizione riunisce opere che spaziano dalla figurazione all’astrazione, attraversando tecniche eterogenee e approcci espressivi profondamente diversi, accomunati da una forte tensione contemporanea.
La mostra si sviluppa in due sale e si distingue per un impianto curatoriale che rifiuta criteri espositivi tradizionali, come la suddivisione per categorie stilistiche o per affinità cromatiche. Al contrario, l’allestimento è concepito come un vero e proprio percorso narrativo che guida il visitatore attraverso pareti tematiche, ciascuna identificata da un nome capace di sintetizzare il nucleo concettuale delle opere esposte.
Curatela e firma del progetto
L’allestimento della mostra è stato curato da Anna Soricaro, critico, gallerista ed esperta d’arte di PitturiAmo e da Rossella Antonucci, consulente d’arte di PitturiAmo, entrambe padrone di casa della Galleria Zerouno. La loro visione curatoriale ha dato forma a un percorso coerente e articolato, capace di valorizzare le singole opere senza imporre gerarchie rigide, favorendo invece un dialogo autentico tra linguaggi e sensibilità differenti.
L’evento porta la firma di PitturiAmo, punto di riferimento nel panorama dell’arte contemporanea, ed è realizzato sotto la direzione di Nino Argentati, Presidente, insieme al suo staff di redazione, che ha contribuito alla costruzione e alla promozione del progetto espositivo.

Intensità
All’ingresso, sulla destra, si incontra la parete dedicata al tema dell’Intensità, che accoglie le opere di Basilio Pani e Lola Llinares. I lavori si distinguono per la profondità del tratteggio e per una forza espressiva immediata, capace di trasmettere vibrazioni emotive e tensioni interiori. La loro presenza risulta incisiva, grazie a un segno deciso e a un apporto visivo energico che cattura lo sguardo e lo trattiene.
Colore
Segue la parete tematica Colore, interamente riservata all’opera di Andrea Schering. Le sue composizioni si caratterizzano per l’uso di sovrapposizioni cromatiche, colori brillanti, vivaci ed energici, che si impongono nello spazio con forza autonoma. Il colore diventa qui linguaggio primario, capace di distinguersi nettamente all’interno del percorso espositivo.
Gesti rapidi
La parete “Gesti rapidi” ospita le opere di Luiza Gjuzi e Angelė Šimoliūnienė, accomunate da una gestualità ampia, rapida e monumentale. Il gesto pittorico, estremamente dinamico, sembra annullare le tradizionali categorie di figurazione e astrazione, generando superfici che acquistano ancora maggiore rilievo se osservate a distanza. La rapidità dell’azione diventa così elemento strutturante dell’opera stessa.
Materia
Nella seconda sala si apre la parete tematica “Materia”, che accoglie le opere di Teodora Nicolova e Ann Ladeel, entrambe accomunate da una ricerca che pone la materia come elemento centrale del linguaggio espressivo.
Teodora Nicolova presenta un volto dagli occhi grandi e profondi, sul quale interviene inserendo elementi materici reali, frammenti di porcellana o ceramica combinati con resina che emergono dalla superficie pittorica. L’uso dell’acrilico si fonde con la tridimensionalità, conferendo all’opera uno spessore fisico e simbolico che rende la materia protagonista assoluta.
Accanto a questa ricerca si inserisce l’opera di Ann Ladeel, caratterizzata da una composizione fortemente stratificata, in cui colori, rilievi e materiali si intrecciano in una superficie densa e vibrante. L’artista lavora per accumulo, creando un dialogo tra forme circolari, elementi plastici e cromie delicate ma intense, che evocano un equilibrio sospeso tra decorazione, gesto e profondità emotiva. La materia non è semplice supporto, ma diventa racconto visivo, memoria e presenza fisica, invitando lo spettatore a una fruizione ravvicinata e sensoriale.
Pop
La parete “Pop” si presenta come un’esplosione visiva fortemente contemporanea. Qui espongono Domenico Carraturo, Mechthilde Gairing e Concetta Bucchieri, attraverso opere realizzate con stampe su tela o su alluminio, arte digitale e un utilizzo del colore spiccatamente attuale. La sezione, più ampia, restituisce un’immagine chiara delle declinazioni contemporanee del linguaggio pop, tra ironia, cultura visiva e sperimentazione.
Natura
La parete più estesa dell’esposizione è dedicata alla “Natura“, tema declinato in molteplici forme e interpretazioni. Espongono Esperanza García Canari, Elena Pertceva, Susanne Rottmann con un dittico, Giovanni Turrin e Luis Llaca con due opere.
Il tema si sviluppa attraverso paesaggi, fiori, uccelli, il mare e scene in cui compaiono bambini immersi in contesti naturali, come nel suggestivo soggetto della grotta, simbolo di protezione, origine e bisogno vitale di contatto con l’ambiente. La chiusura della sezione è affidata volutamente all’opera “Wine Seller” di Luis Llaca, che racconta l’evoluzione della natura: dall’uva al vino, dal frutto alla trasformazione, sottolineando il ciclo naturale che sostiene e accompagna la vita umana.
Segni
Completa il percorso la parete tematica “Segni”, dove è esposta l’opera di Franziska Menzel. Il lavoro è costruito attraverso un fitto intreccio di segni realizzati con pennarello, sia di contorno che cromatici, che danno vita a una superficie vibrante, ritmica e stratificata, in cui il segno diventa elemento narrativo e strutturale.

Lo spazio espositivo e il dialogo con le opere
L’allestimento, valorizza pienamente l’identità architettonica della Galleria Zerouno, caratterizzata da volte in mattoni a vista e da un’atmosfera raccolta ma incisiva. Le pareti bianche funzionano come superfici narrative, sulle quali le opere respirano grazie a distanze equilibrate e a una disposizione che favorisce il dialogo visivo.
L’illuminazione puntuale su binari accompagna lo sguardo senza invaderlo, enfatizzando cromie, dettagli e matericità. Opere di formati diversi convivono armonicamente, senza gerarchie rigide, creando continui rimandi e confronti. Il contrasto tra l’architettura storica e i linguaggi contemporanei rafforza l’esperienza espositiva, rendendo lo spazio parte integrante del progetto curatoriale.
Vernissage e importanza della partecipazione
Il 16 gennaio si è tenuto il vernissage della collettiva, un momento di incontro e scambio che ha visto la partecipazione di artisti, critici, collezionisti e appassionati d’arte. Tra cocktail raffinati e conversazioni vivaci, lo spazio della Galleria Zerouno si è animato, offrendo la possibilità di confrontarsi direttamente con le opere.
Eventi come questo non sono solo momenti di celebrazione, ma vere e proprie occasioni di arricchimento culturale: partecipare a mostre contemporanee significa immergersi nel presente dell’arte, coglierne le tensioni e le suggestioni, e sviluppare uno sguardo critico e consapevole. Presenziare a questi appuntamenti rende l’esperienza artistica completa, trasformando la visita in un vero e proprio dialogo tra creatività e spettatore.
Una collettiva aperta, imperfetta, viva
La Collettiva di Arte Contemporanea alla Galleria Zerouno si presenta come un progetto aperto, volutamente non levigato, che accoglie differenze, contaminazioni e pluralità di sguardi. Anche gli interventi sulle pareti e gli elementi di rottura contribuiscono a costruire un senso complessivo, trasformando l’esposizione in un luogo di confronto autentico.
La Galleria Zerouno si conferma così come uno spazio in cui l’arte contemporanea non viene addomesticata, ma lasciata libera di esprimersi nella sua complessità, imperfezione e profonda umanità.
Autore: PitturiAmo Magazine
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