“Metafore”: quando l’arte diventa ponte tra epoche a Caltanissetta
A Caltanissetta, dal 17 settembre al 19 ottobre 2025, le sale barocche di Palazzo Moncada tornano a riempirsi di voci, colori e simboli.
Non voci reali, ma quelle più potenti: le voci dell’arte.
Con la collettiva “Metafore”, promossa da PitturiAmo con il patrocinio del Comune di Caltanissetta, il palazzo diventa un luogo sospeso in cui il passato incontra il presente e lo spettatore è invitato a smarrirsi in un dialogo senza tempo.
Questa esposizione è molto più di una semplice mostra: è un esperimento di connessione.
Le opere di artisti contemporanei selezionati da PitturiAmo dialogano con quelle di sedici maestri storicizzati, i cui lavori, spesso dimenticati tra archivi e uffici pubblici, sono stati recuperati per l’occasione.
Così, dalle sale del Comune, dall’Ufficio tecnico e dalla Biblioteca Scarabelli arrivano le tele di Amico, Consolo, Cappello, Matera, Spena, Giardina, Meloni, Ciulla, Di Cara, Burgio, Ingrassia, L. Lombardo, Signorello, Carnicelli, Lo Monaco e Russo.
Accanto a loro, i linguaggi e le sperimentazioni dei contemporanei, che portano la forza di visioni nuove, radicate in epoche e luoghi diversi, eppure capaci di intrecciarsi con le memorie del territorio.
Gli artisti contemporanei selezionati da PitturiAmo sono:
- Irene Antoniou
- Owe Åsvik
- Biagio Battaglia
- Francesco Biondo
- Stefania Caruso
- Laura Casali
- Filippo Circelli
- Sabrina Consalvo
- Alessandro D’Amico
- Matthias Ebinger
- Maria Escano
- Julia Fernández Rebollo
- Mechtilde Gairing
- Esperanza García Canari
- Maria Gogidze Khatiashvili
- Rita Guardavascio
- Beatrice Jacobs
- Orchun Kasap
- Kaiko
- Francisco Javier Korral Gutiérrez
- Lola Llinares
- Lisa
- Leticia Méndez García
- Angela Melfa
- Melanie Meyer
- Sieglinde Metlzer
- Dariusz Mierzwa
- Stefano Milazzo
- Luca Monterisi
- Gian Domenico Negroni
- Salvatore Privitera
- Dino Puglisi
- Cinzia Quadri
- Regina Reichenbach
- Jean Marc Ringard Flament Tuzou
- Salvatore Rosselli
- Maria Giuseppa Sallemi
- Angelė Šimoliūnienė
- Leda Tagliavini
- Stefania Turco
- Andreas Tscherrig
Un ponte ideale, dunque, tra i maestri del Novecento nisseno e le nuove voci di un panorama artistico internazionale che attraversa confini e culture.
È in questo intreccio che la mostra trova la sua vera forza: i maestri del passato restituiscono memoria e radici, mentre i contemporanei aprono spiragli verso nuove visioni.
Il passato, senza il presente, rischierebbe di chiudersi in una teca di cristallo, relegato al ruolo di reliquia. Il presente, senza il passato, rischierebbe di disperdersi, privo di coordinate.
Insieme, invece, costruiscono un ponte vivo, dove la tradizione non è nostalgia e l’innovazione non è rottura, ma continuità trasformata.
Questo ponte non è fatto di pietra, ma di sguardi: quelli degli artisti che, in epoche diverse, hanno provato a decifrare il mistero dell’esistenza e quelli degli spettatori che oggi percorrono le sale di Palazzo Moncada, diventando parte attiva di un dialogo che non conosce confini di tempo.
La redazione di PitturiAmo desidera ringraziare calorosamente l’intera Giunta Comunale di Caltanissetta e in particolare il sindaco Walter Tesauro, la Vicesindaco e Assessore alla Cultura Giovanna Candura, l’Assessore allo Sport ed Eventi Toti Petrantoni per il sostegno istituzionale che ha reso possibile la realizzazione di questa mostra;
Un ringraziamento particolare va anche all’architetto Michelangelo Lacagnina, in qualità di responsabile comunale di Palazzo Moncada, per l’impegno profuso nell’affiancamento al team organizzativo durante tutta la fase preparatoria dell’evento.
L’arte come enigma e rebus
“Metafore” non offre certezze.
Al contrario, invita a vivere l’arte come enigma: uno spazio in cui non esiste una sola risposta, ma infinite possibilità.
Ogni opera è una soglia che si apre su interpretazioni mutevoli, stratificate negli occhi di chi guarda.
E, come in un rebus, l’arte non si concede subito: richiede intuizione, immaginazione, un atto di partecipazione attiva.
Lo spettatore non resta fermo di fronte al quadro, ma ne diventa parte, cercando connessioni tra segni e simboli.
Linguaggio, respiro e silenzio
Il percorso prosegue tra sale che parlano una lingua senza parole.
Arte diventa davvero linguaggio perché ogni colore, ogni gesto è una sillaba visiva capace di farsi comprendere ovunque, senza bisogno di traduzioni.
Ma l’arte è anche respiro: inspira emozioni e memorie, ed espira immagini che diventano universali. È atto vitale, primordiale, necessario.
E infine, l’arte è silenzio. Non un vuoto, ma un pieno che vibra tra un pensiero e l’altro. Nel silenzio di un’opera, ognuno trova un’eco diversa, un dialogo intimo e personale.
Il ponte che unisce epoche e sguardi
Il titolo della mostra, “Metafore”, trova il suo compimento nell’ultima immagine: l’arte come ponte.
Ponte tra passato e presente, tra i pittori storicizzati e i contemporanei, tra chi crea e chi osserva.
Ponte tra culture e sensibilità diverse, capace di superare barriere temporali e linguistiche.
In questo senso, il progetto di PitturiAmo diventa evento culturale: capace di restituire alla città un patrimonio spesso invisibile e, al tempo stesso, affiancarlo alle ricerche artistiche di oggi, per generare un terreno comune di dialogo.
Un palazzo che respira storia
Il contesto non è secondario: Palazzo Moncada, con le sue architetture barocche e rinascimentali, diventa scenografia ideale per questa narrazione.
Le opere, antiche e nuove, sembrano respirare insieme alle pietre, in un intreccio che amplifica la forza evocativa del percorso.
Metafore è un percorso espositivo che prende spunto dalla figura retorica che trasferisce il significato di una parola ad un’altra.
Palazzo Moncada fu “metafora di un sogno di indipendenza e di potere” per il principe Luigi Guglielmo dalla Sicilia che aveva scelto Caltanissetta come sua residenza.
Palazzo Moncada è, oggi, metafora per eccellenza di ARTE.
In sei sale continue saranno declinate sei metafore artistiche ( Enigma, Rebus, Linguaggio, Respiro, Silenzio, Ponte ) districate tra astrazione e figurazione perché arte è, prima di ogni cosa, espressione.
Visitare “Metafore” significa accettare un invito: quello di lasciarsi attraversare dall’arte senza pretendere risposte definitive.
Di entrare in un gioco di enigmi, rebus, silenzi e ponti che conduce dentro noi stessi, prima ancora che tra le sale di un palazzo.
Perché l’arte, quando è viva, non si contempla soltanto: si vive.
La mostra sarà inaugurata con il vernissage del 17 settembre alle ore 18, negli spazi di Palazzo Moncada e sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 17,00 alle ore 20,00.
Autore: PitturiAmo Magazine
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