Il Teatro-Museo Dalí di Figueres

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

Salvador Dalì (1904-1989) è una delle figure più eccentriche e provocatorie dell’arte del Novecento, un uomo capace di spingersi oltre i limiti, facendo delle sue bizzarrie una bandiera. Il pittore surrealista sin da giovanissimo voleva fare della sua vita un’opera d’arte vivente e si può dire che per molti versi abbia pienamente realizzato il suo obiettivo. È riuscito a far di sé stesso un idolo delle masse, un vero e proprio genio pop, amatissimo, ma anche fortemente criticato.

Ad esempio, il poeta André Breton aveva rotto il sodalizio artistico con Salvador Dalì coniando per lui un soprannome derivato dall’anagramma del suo nome: “Avida Dollars”. Dietro alle sue follie vi era infatti per alcuni un calcolo molto accurato e la sua megalomania rappresentava un atteggiamento tutt’altro che ingenuo. Indipendentemente dal giudizio che si possa dare sul personaggio, un dato di fatto è che Salvador Dalì continua ad essere uno degli artisti più amati della contemporaneità. Lo dimostra il successo che le sue opere hanno ancora oggi, una su tutte il suo Teatro-Museo di Figueres, una delle più ambiziose, sicuramente la più imponente, un vero e proprio monumento a sé stesso e a tutto il suo immaginario.

Il museo ha sede a Figueres, città natale di Dalì, una piccola città catalana che si trova nella provincia di Girona. La Catalogna è una delle mete più amate dagli appassionati d’arte di tutto il mondo, basti pensare alle visite che ogni anno ricevono attrazioni come la Sagrada Família, il Parc Güello la Casa Batlló. Di certo i turisti non visitano Barcellona solo per i capolavori del modernismo catalano, ma anche per la sua vita notturna vivissima, per le sue spiagge, per vedere giocare in casa i “Blaugrana” o per mettersi alla prova in grandi tornei di poker internazionali, come l’EPT Barcellona, che anche nella scorsa edizione ha riscosso grande successo. In un contesto di grandi numeri come questo anche la piccola città di Figueres rappresenta una meta da record e questo lo si deve anche, e soprattutto, a Dalì.

Il suo Teatro-Museo è il museo più visitato di Spagna subito dopo il Museo del Prado a Madrid. Ospita opere di valore inestimabile, non solo dipinte dalla mano di Dalì, ma appartenenti alla collezione privata del pittore: si parla di El Greco, Modest Urgell, Marchel Duchamp e molti altri ancora.

Fonte: Pixabay Autore: LoggaWiggler Licenza: Pixabay License

Visitare il Teatro-Museo di Dalì significa entrare in un mondo che rispecchia in ogni suo più piccolo dettaglio l’immaginario del pittore catalano. Tutto lì è stato concepito dall’artista per immergere lo spettatore in un mondo onirico e bizzarro, disegnato dall’inconscio e dalla fantasia priva di ogni briglia.

La storia della realizzazione del Teatro-Museo è molto interessante e va molto indietro nel tempo. Quando Dalì era giovane, l’edificio era la sede del teatro della città, ma la struttura venne pesantemente bombardata durante la Guerra Civile Spagnola, rimanendo distrutta e in stato di totale abbandono per molti anni. Il sindaco di Figueres, Ramon Guardiola, nei primi anni Sessanta, aveva chiesto a Dalì di donare una delle sue tele con lo scopo di destinarla al Museo dell’Empordà, uno dei più importanti musei catalani. Dalì, che aveva molto a cuore la cittadina delle sue origini, rispose che non avrebbe donato una sola opera, bensì tutto un intero museo, a patto di poter risollevare le sorti del teatro cittadino ormai in rovina.

Quale luogo migliore per l’opera più stravagante di Salvador Dalì? Quel teatro era perfetto. Il pittore era il primo a sostenere che la sua arte fosse da sempre stata “teatro” e proprio nel foyer del teatro di Figueres aveva esposto per la prima volta al pubblico i suoi dipinti. Per anni Dalì lavorò senza posa alla costruzione suo teatro, per inaugurarlo poi nel 1974.

L’artista aveva dichiarato: “Voglio che i visitatori se ne vadano da qui con la sensazione di aver fatto un sogno teatrale”. Dalì aveva creato un oggetto surrealista unico e totale, un castello, una gigantesca Wunderkammerdi puro surrealismo.

Proprio per la grande estensione dell’edificio e per la ricchezza del percorso espositivo la visita al museo richiede minimo più di due ore. Nel cortile interno da cui parte la visita si può ammirare la Cadillac di Dalì, sul cui cofano si erge la statua della “Queen Esther” di Fuchs, raffigurazione della Creatività. Entrando in una grande sala si verrà messi di fronte ad una nota illusione prospettica, quella del ritratto di Gala, celebre moglie dell’artista, e di Abramo Lincoln.

Questo tipo di gioco prospettico ritorna più volte, ad esempio anche nella stanza dedicata all’attrice americana Mae West. Dalì rivisita la Cappella Sistina e popola l’ambiente di alcuni dei suoi oggetti feticcio, come cassetti e orologi.

Il Teatro-Museo Dalì potremmo definirlo una Mecca del movimento surrealista, un percorso capace di regalare un’esperienza unica a tutti coloro che amano lasciarsi sorprendere, più o meno vicini al mondo dell’arte che siano.

Fonte: Wikimedia Autore: José Luis Filpo Cabana Licenza: Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported

Autore: PitturiAmo Magazine

Il Magazine di Arte per conoscere e farsi conoscere. PitturiAmo Magazine è parte del Network di PitturiAmo, di cui fanno parte PitturiAmo - il portale dei pittori contemporanei e PitturiAmo Shop - il primo ed unico e-commerce dedicato alla promozione dell'artista.

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

Inserisci un commento a questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.