Premio Museo Moncada 2026: quando l’arte incontra la bellezza, due giornate tra Palazzo Biscari e Palazzo Moncada
Ci sono giornate in cui tutto sembra trovare il proprio posto: le persone, le parole, le emozioni e persino la luce, che accarezza i luoghi e li rende ancora più belli. Sono giornate che lasciano qualcosa dentro, perché non si limitano a scandire un programma, ma diventano esperienze da custodire.
È quello che è accaduto il 9 e il 10 ottobre, quando il Premio Museo Moncada 2026, ideato e realizzato da PitturiAmo, ha vissuto due momenti speciali, intrecciando il racconto dell’arte contemporanea internazionale con la bellezza senza tempo di due luoghi simbolo della Sicilia: Palazzo Biscari a Catania, e Palazzo Moncada a Caltanissetta.
Dopo l‘apertura ufficiale del 3 ottobre al Museo Moncada, il progetto è entrato in una nuova fase, dedicata agli artisti, alla condivisione dei loro percorsi autoriali e all’incontro diretto con il pubblico.
Venticinque Paesi rappresentati, 102 artisti e tanti modi differenti di interpretare il mondo: dietro questi numeri ci sono persone, sensibilità, esperienze e storie che, per qualche giorno, hanno trovato in Sicilia un punto d’incontro comune.
E se il Premio nasce a Caltanissetta, è proprio qui che conserva il suo cuore. Una città che non fa semplicemente da cornice a un appuntamento internazionale, ma ne rappresenta l’origine, l’identità e il luogo da cui prende forma un dialogo capace di attraversare i confini.
9 ottobre – Palazzo Biscari, a Catania: il palazzo della meraviglia accoglie gli artisti
Una bella e calda giornata di sole catanese ha accompagnato lo staff di PitturiAmo al completo e gli artisti arrivati da diverse parti del mondo verso uno dei luoghi più affascinanti della città: Palazzo Biscari.
Basta varcare la soglia di questo straordinario palazzo barocco per comprendere quanto la bellezza possa diventare parte di un’esperienza.
Gli stucchi, gli ornamenti, gli ambienti monumentali e la ricchezza architettonica raccontano una storia fatta di eleganza e meraviglia.
Una storia che sembra continuare ancora oggi, ogni volta che quelle sale accolgono nuove voci, nuovi sguardi e nuove forme di creatività.
In quella mattina luminosa, tra la pietra antica e la luce che entrava dalle finestre, il passato e il presente si sono incontrati in modo naturale. Da una parte, la magnificenza di un palazzo che custodisce secoli di storia; dall’altra, gli artisti contemporanei, ciascuno con il proprio universo espressivo, pronti a raccontarsi e a condividere ciò che rende unica la propria ricerca.
Non una semplice cerimonia, dunque, ma una giornata dedicata alle persone che danno vita all’arte.
I Progetti Autoriali: dare voce alle storie che si nascondono dietro le opere
Il cuore dell’appuntamento è stata la presentazione dei Progetti Autoriali, un momento importante nel percorso del Premio Museo Moncada 2026, pensato per andare oltre la dimensione puramente espositiva e offrire agli artisti l’opportunità di raccontare la propria identità creativa.
I presenti hanno preso la parola per illustrare i propri progetti, condividendo le idee da cui nascono le loro opere, le esperienze che ne hanno accompagnato la realizzazione e le motivazioni che orientano il loro percorso.
Perché dietro ogni dipinto, ogni fotografia, ogni scultura e ogni ricerca digitale esiste qualcosa che non sempre è immediatamente visibile. Ci sono domande, ricordi, intuizioni, emozioni e visioni personali che attendono di essere raccontati.
Ascoltare un artista significa proprio questo: avvicinarsi a quell’universo interiore che ha trovato una forma sulla tela, nella materia o attraverso un’immagine.
A introdurre il progetto è stato Nino Argentati – Presidente e founder di PitturiAmo, che ne ha presentato la visione e il significato, mentre Anna Soricaro ne ha approfondito gli obiettivi, sottolineando l’importanza di accompagnare gli artisti in un percorso di valorizzazione, consapevolezza e crescita.
Durante gli interventi, sullo schermo scorrevano le immagini di tutte le opere, in una videoesposizione che ha riunito, idealmente, diversi linguaggi e le sensibilità dei partecipanti. Colori, forme e composizioni si susseguivano, componendo un racconto visivo corale: una finestra aperta su 102 universi artistici, ciascuno con la propria voce.
La giornata ha riservato, anche, un momento particolarmente significativo per gli artisti, con la consegna degli attestati, riconoscimento del loro percorso e della partecipazione a un progetto che mette al centro la ricerca individuale e il confronto internazionale.
L’arte ha bisogno di essere raccontata: la testimonianza di Michelangelo Lacagnina
Tra gli interventi più stimolanti della giornata, quello di Michelangelo Lacagnina ha portato l’attenzione su un tema fondamentale per chi sceglie di fare dell’arte il proprio percorso: l’importanza di sapersi promuovere.
Essere artisti significa creare, sperimentare, ricercare un linguaggio personale, ma significa anche imparare a comunicare il valore del proprio lavoro, raccontare la propria identità e individuare le occasioni attraverso cui raggiungere un pubblico più ampio.
Lacagnina, artista e interior designer originario di Caltanissetta, ha condiviso la propria esperienza, mostrando come la creatività possa aprirsi a contesti diversi e trovare nuove possibilità d’espressione nel dialogo tra arte, design e moda.
Il suo percorso ne è una testimonianza concreta. La sua ricerca artistica, legata anche ai colori, alle tradizioni e all‘immaginario siciliano, lo ha portato a collaborare con realtà importanti: è stato selezionato da Dolce&Gabbana per la decorazione dei frigoriferi d’arte Smeg e ha firmato il design della collezione in edizione limitata di bicchieri Cristalli di Sale 2024 per Birra Messina.
Esperienze che raccontano un incontro tra linguaggi differenti, nel quale l’arte non perde la propria identità, ma trova nuove strade per esprimersi e raggiungere le persone.
Il messaggio rivolto agli artisti è stato chiaro: non basta creare un’opera, per quanto bella e significativa. È importante saperla presentare, far comprendere ciò che la rende unica e costruire una propria presenza nel panorama artistico.
Promuoversi non significa rinunciare alla propria autenticità, ma piuttosto, imparare a dare voce al proprio talento, riconoscerne il valore e trovare il modo giusto per condividerlo.
Un invito prezioso, soprattutto per chi desidera trasformare la propria passione in un percorso consapevole, capace di aprirsi a nuove collaborazioni e opportunità.
Artisti lontani, ma presenti con la propria voce
L’internazionalità del Premio Museo Moncada 2026 si è manifestata, anche, nella capacità di accogliere e valorizzare chi, pur desiderando partecipare, non ha potuto raggiungere Catania.
Per questi artisti, il racconto non si è fermato. I consulenti Anna Soricaro, Rossella Antonucci e Massimo Iacuzzo hanno, infatti, registrato le presentazioni dei Progetti Autoriali di coloro che non sono riusciti a essere presenti, permettendo alle loro ricerche di trovare spazio durante l’incontro.
Un modo concreto per fare in modo che ogni artista potesse essere rappresentato e che ogni progetto avesse la possibilità di essere raccontato.
A facilitare la comunicazione tra persone di lingue e provenienze diverse è stata Stefania Nicoletti, che ha svolto il prezioso ruolo di interprete in diretta, contribuendo a rendere l’incontro accessibile e a favorire la condivisione.
Intanto, in sala, tanti artisti provenienti da diversi Paesi si sono incontrati, hanno ascoltato le esperienze degli altri e hanno avuto modo di riconoscersi in quella passione comune che supera le distanze geografiche e culturali.
È forse questa una delle immagini più belle della giornata: persone che arrivano da mondi diversi e che, attraverso l’arte, trovano un linguaggio condiviso.
La presentazione si è trasformata in un’occasione di confronto autentico, nella quale la professionalità ha lasciato spazio anche alla spontaneità, ai sorrisi e al piacere di stare insieme.
Palazzo Biscari, con la sua eleganza senza tempo, ha accolto tutto questo come un ospite illustre. Le sue sale hanno fatto da cornice a storie contemporanee, mentre fuori Catania continuava a brillare sotto il sole, con il suo fascino barocco e quella luce calda che sembra rendere ogni incontro un po’ più speciale.
E così, tra opere, racconti e attestati, la prima giornata si è conclusa con la sensazione di aver condiviso qualcosa che andava oltre il programma: un momento in cui gli artisti non sono stati soltanto autori da osservare, ma persone da ascoltare e conoscere.
10 ottobre – Palazzo Moncada: Caltanissetta accoglie il mondo dell’arte
Il giorno successivo, il Premio è tornato là dove tutto ha avuto origine: a Caltanissetta, nel cuore della Sicilia, per il vernissage della mostra a Palazzo Moncada.
Se Palazzo Biscari aveva dato voce agli artisti, il secondo appuntamento ha offerto loro un’altra possibilità preziosa: incontrare il pubblico davanti alle opere, raccontarle da vicino e condividere il percorso creativo che le aveva generate.
Palazzo Moncada, non è soltanto uno degli edifici storici più rappresentativi della città, è il luogo che dà il nome al Premio, il punto attorno al quale si sviluppa un progetto che ha scelto di portare l’arte internazionale proprio qui, lontano dai circuiti più scontati, per dimostrare che anche il cuore della Sicilia può diventare un crocevia culturale.
Le sue sale, con il fascino della storia e la suggestione delle architetture antiche, hanno accolto le opere contemporanee in un dialogo affascinante tra memoria e presente.
Tra quelle mura, le diverse sensibilità artistiche hanno trovato spazio per esprimersi, dimostrando quanto la pluralità dei linguaggi possa arricchire un luogo e quanto un luogo possa, a sua volta, offrire nuove sfumature alla lettura delle opere.

Da sinistra: Michelangelo La Cagnina, Giovanna Candura, Nino Argentati, Stefania Nicoletti e Anna Soricaro
Caltanissetta protagonista di un progetto internazionale
Al vernissage erano presenti nuovamente Michelangelo Lacagnina e Giovanna Candura, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Caltanissetta, che hanno sottolineato il valore di un’esposizione capace di riunire artisti provenienti da tutto il mondo proprio nel centro della Sicilia.
La presenza di un panorama artistico internazionale a Caltanissetta rappresenta un’occasione importante per il territorio: favorisce l’incontro tra culture, apre nuove possibilità di confronto e contribuisce a valorizzare il patrimonio storico della città attraverso la cultura contemporanea.
Ma c’è un aspetto che merita di essere ricordato con particolare orgoglio: Caltanissetta non è stata semplicemente scelta come sede di una mostra. È qui che il Premio Museo Moncada nasce e prende forma.
La città è dunque parte integrante del progetto, non una cornice occasionale. È il suo centro propulsore, il luogo in cui una visione si è trasformata in un’iniziativa capace di coinvolgere 102 artisti e di mettere in relazione 25 Paesi.
Portare tante esperienze artistiche internazionali a Palazzo Moncada significa riconoscere a Caltanissetta un ruolo culturale importante, creando un’occasione concreta perché la città possa essere conosciuta anche attraverso l’arte e la capacità di accogliere.
Al centro della Sicilia, in una posizione che racconta la sua identità territoriale, Caltanissetta si è fatta così punto d’incontro tra mondi diversi. Le provenienze, le lingue e le sensibilità degli artisti hanno trovato spazio in un luogo profondamente legato alla storia locale, dando vita a un dialogo che supera i confini senza dimenticare le proprie radici.
È un messaggio significativo anche per il futuro: la cultura non appartiene soltanto alle grandi capitali o ai luoghi già consacrati dal sistema artistico. Può nascere, crescere e generare relazioni ovunque ci siano idee, impegno e persone disposte a costruire opportunità.
Il Premio Museo Moncada 2026 lo dimostra proprio attraverso questa scelta: partire dalla Sicilia per incontrare il mondo e riportare nel territorio il valore di un’esperienza condivisa.
Davanti alle opere, le parole degli artisti
Tra i momenti più coinvolgenti del vernissage c’è stata la possibilità, per gli artisti presenti, di raccontare personalmente le proprie opere ai visitatori. Non una semplice visita guidata, ma un incontro diretto tra chi crea e chi osserva.
Gli artisti si sono soffermati accanto ai propri lavori, illustrandone le ispirazioni, le scelte espressive e i significati più intimi. Il pubblico ha potuto ascoltare le loro storie proprio davanti alle opere, scoprendo particolari, intenzioni e sfumature che spesso soltanto la voce dell’autore riesce a restituire pienamente.
Un colore, una forma, un segno o un materiale possono raccontare molto, ma è attraverso il confronto che l’opera si apre a nuove interpretazioni. E quando è l’artista stesso a spiegare ciò che lo ha guidato, la distanza tra il lavoro e chi lo guarda si accorcia, lasciando spazio a una relazione più autentica.
È stato bello vedere le opere diventare occasione di conversazione, curiosità e scoperta. Ogni artista ha potuto condividere un frammento del proprio mondo, mentre i visitatori hanno avuto la possibilità di avvicinarsi non soltanto al risultato finale, ma anche al pensiero e all’esperienza che lo avevano reso possibile.
In questo incontro tra parola e immagine si è ritrovato uno degli obiettivi più significativi del Premio: valorizzare l’artista nella sua interezza, riconoscendo che dietro ogni opera c’è una persona, con una storia e una visione che meritano di essere ascoltate.
Un aperitivo, tante conversazioni e il piacere di incontrarsi
Il vernissage è proseguito in un’atmosfera accogliente e conviviale, accompagnato da un cocktail e da un aperitivo che hanno offerto a tutti l’occasione di fermarsi e godersi il momento.
Le sale di Palazzo Moncada si sono animate di conversazioni, incontri e sorrisi. Gli artisti hanno potuto conoscersi meglio, scambiare impressioni sulle rispettive ricerche e scoprire affinità inaspettate, mentre il pubblico si muoveva tra le opere, lasciandosi incuriosire da tecniche, colori e storie differenti.
La partecipazione numerosa ha contribuito a rendere il pomeriggio vivo e piacevole. Non soltanto un appuntamento dedicato all’arte, ma un momento di autentica condivisione, in cui le relazioni hanno avuto lo stesso valore delle opere esposte.
Perché una mostra, quando riesce davvero a coinvolgere, non finisce davanti all’ultima opera visitata. Continua nelle domande, nelle conversazioni, nelle nuove conoscenze e nelle idee che nascono dall’incontro.
E in un palazzo come questo, dove la storia sembra abitare ogni ambiente, il tempo ha assunto quasi un ritmo diverso. Ci si poteva fermare a parlare, ascoltare il racconto di un artista, osservare un dettaglio, brindare a un incontro appena nato.
L’arte internazionale si è fatta così esperienza concreta, fatta di presenze, voci e relazioni. E Caltanissetta, ancora una volta, ha dimostrato di saper accogliere il mondo senza perdere la propria identità.
Il tramonto sulla Cattedrale: il finale più bello
Poi, lentamente, la luce ha cominciato a cambiare.
Il sole del pomeriggio si è abbassato sui tetti di Caltanissetta, tingendo il cielo di sfumature calde e avvolgendo la città in quella luce morbida che accompagna le ore più belle della giornata.
E mentre il vernissage volgeva al termine, lo sguardo si è posato sulla cupola della Cattedrale, illuminata dagli ultimi raggi del sole. Un’immagine semplice eppure capace di racchiudere il senso di tutto ciò che era accaduto.
Dopo le opere, le parole, gli incontri e i brindisi, rimaneva la sensazione di aver condiviso qualcosa di importante. La soddisfazione per un progetto che continua a crescere, la felicità di aver incontrato artisti provenienti da luoghi diversi e la consapevolezza di aver dato vita, insieme, a un’esperienza che mette al centro la creatività e le persone.
Il tramonto sembrava quasi voler accompagnare i saluti, custodendo per un momento ancora la bellezza di quelle giornate.
E forse è proprio questo il ricordo più prezioso: non soltanto le immagini delle opere o la magnificenza dei palazzi, ma il calore degli incontri, le storie ascoltate, i sorrisi scambiati e la gioia di vedere un progetto nato in Sicilia aprirsi a una dimensione internazionale.
Autore: PitturiAmo Magazine
Il Magazine di Arte per conoscere e farsi conoscere. PitturiAmo Magazine è parte del Network di PitturiAmo, di cui fanno parte PitturiAmo - il portale dei pittori contemporanei, PitturiAmo Shop - il primo ed unico e-commerce dedicato alla promozione dell'artista e PitturiAmo Gallery - galleria d'arte contemporanea a Caltanissetta.







