L’arte contemporanea internazionale approda a Milano: ArTour inaugura una nuova tappa da Made4Art
Milano torna a essere un punto d’incontro per l’arte contemporanea, la ricerca e il confronto internazionale. Il 1° ottobre, negli spazi di Made4Art, in Via Ciovasso 17, nel cuore di Brera, è stata inaugurata una nuova tappa di ArTour, il progetto espositivo itinerante promosso da PitturiAmo con l’obiettivo di portare l’arte contemporanea in luoghi e contesti capaci di creare un vero incontro tra artisti, pubblico e professionisti del settore.
Il vernissage, che si è svolto dalle 18:00 alle 20:00, ha aperto, ufficialmente, una mostra internazionale che riunisce 17 artisti, italiani e stranieri. Sono creatori d’arte diversi per formazione, linguaggio e sensibilità, ma accomunati dalla voglia di raccontare la propria ricerca e di metterla in relazione con chi osserva le loro opere.
ArTour, un progetto che porta l’arte fuori dai confini
Quando una mostra si sposta da una città all’altra, non cambia soltanto lo spazio in cui vengono esposte le opere. Per un artista significa, anche, avere la possibilità di incontrare un pubblico diverso, misurarsi con un nuovo contesto e lasciarsi stimolare da un ambiente culturale che può offrire punti di vista e occasioni di confronto differenti.
È proprio da qui che nasce, in fondo, l’idea di ArTour: costruire un percorso nel quale l’arte sia davvero “in movimento”.
Pittura, ricerca astratta, figurazione, sperimentazione materica, grafica e tecniche miste, convivono senza la necessità di ricondursi a uno stile unico. A tenere insieme la mostra non è, infatti, l’uniformità, ma il modo diverso in cui ciascun artista interpreta la contemporaneità.
ArTour diventa, così, anche un modo per valorizzare la diversità artistica: non rendere uguali esperienze differenti, ma creare le condizioni perché possano incontrarsi.
Made4Art, una collaborazione che si rinnova
A ospitare questa nuova tappa di ArTour è la galleria Made4Art, spazio d’arte e centro di servizi dedicato all’arte e alla cultura, situato in Via Ciovasso, nel cuore di Brera.
La collaborazione tra PitturiAmo e Made4Art si rinnova, così, all’interno di un percorso comune che punta a promuovere la ricerca artistica contemporanea e, soprattutto, a creare occasioni concrete di incontro tra artisti e pubblico.
La galleria, fondata e diretta da Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo, curatori e periti d’arte, porta avanti un’attività dedicata alla ricerca di proposte artistiche contemporanee e alla realizzazione di progetti espositivi rivolti sia al pubblico degli appassionati, sia agli operatori del settore.
La collaborazione, con una realtà come Made4Art assume, quindi, un significato particolare per ArTour: permette agli artisti di vivere l’esperienza espositiva all’interno di un contesto professionale e, allo stesso tempo, in uno dei distretti culturali più conosciuti di Milano.
Diciassette artisti, diciassette prospettive sulla contemporaneità
Al centro della mostra ci sono naturalmente gli artisti e le loro opere.
Sono diciassette i protagonisti di questa tappa, provenienti da esperienze e aree geografiche differenti. Un gruppo eterogeneo che restituisce una fotografia della pluralità dell’arte contemporanea e dei diversi modi in cui gli artisti affrontano, oggi, il rapporto tra forma, colore e materia.
Il percorso espositivo non segue una sola direzione estetica. Ed è proprio questa una delle sue caratteristiche: permette di incontrare sensibilità diverse, dalla ricerca astratta alla figurazione, dalle suggestioni pop alle sperimentazioni più concettuali, fino alle varie possibilità offerte dalla tecnica mista.
In una mostra collettiva, la varietà può diventare un punto di forza quando ogni opera riesce a mantenere riconoscibile la propria identità e, nello stesso tempo, contribuisce a costruire un racconto più ampio.
È ciò che accade in questa tappa milanese di ArTour: 17 percorsi individuali che diventano parte di un unico percorso collettivo.
Gli artisti presenti sono:
- Owe Åsvik
- Laura Bianchi (Laurabi_art)
- Angelo De Francisco Mazzaccara
- Rosemary Estacchini
- Luiza Gjuzi (Luiza Art)
- Elisa Granelli (Elsa)
- Lorena Lavezzo
- Mihaela Mandicescu (Mandy)
- Paola Marchi
- Roberta Mello Teggia
- Eleonora Mortarotti
- Gian Domenico Negroni
- Oreste Panebianco
- Adriana Piras
- Anna Reviakina
- Letterio Scopelliti
- Donatella Venanzetti (Dodi Cleofe)
Ed è proprio quando queste diverse identità artistiche entrano nello stesso spazio che la mostra prende davvero forma. Le opere iniziano a dialogare tra loro, si creano accostamenti, contrasti e richiami e il modo in cui vengono disposte, diventa parte dell’esperienza di chi visita la mostra. La varietà dei linguaggi, dei formati e delle tecniche richiede, infatti, un allestimento capace di accompagnare questo dialogo senza uniformarlo.
Un allestimento costruito sul dialogo tra forme, luci e spazi
Quando in una stessa mostra convivono linguaggi artistici molto diversi, anche l’allestimento diventa importante. Bisogna trovare un equilibrio che permetta alle singole opere di mantenere la propria identità senza creare una sensazione di sovrapposizione. Negli spazi di Made4Art, l’allestimento contribuisce proprio a questo, accompagnando le 17 presenze artistiche attraverso una disposizione ordinata, ma non statica.
L’ambiente, caratterizzato da pareti bianche ed essenziali, crea una superficie neutra sulla quale le opere riescono a emergere con immediatezza. Il contrasto con il soffitto scuro e con il calore del parquet rende, invece, l’atmosfera più raccolta e intima. È uno sfondo che accompagna le opere senza prendere il sopravvento, una caratteristica particolarmente adatta a una mostra nella quale convivono palette cromatiche, tecniche e modalità espressive molto diverse.
Anche la luce ha un ruolo importante. I faretti permettono di portare l’attenzione sui singoli lavori e di seguirne forme, superfici e dettagli. La luce, quindi, non è soltanto necessaria per vedere le opere: diventa parte dell’allestimento e contribuisce al rapporto tra ciascun lavoro e lo spazio che lo circonda, mettendo in evidenza la qualità cromatica e, dove presente, anche la componente materica e tridimensionale.
Un altro elemento che si nota è il ritmo creato dall’alternanza dei formati. Opere di grande dimensione, capaci di catturare immediatamente lo sguardo attraverso una forte presenza figurativa o cromatica, si alternano a lavori di formato medio e piccolo. Questo crea una scansione visiva piacevole e impedisce al percorso di diventare monotono: lo sguardo può fermarsi, riprendere il cammino e trovare nuovi punti di attenzione.
La varietà, però, non riguarda soltanto le dimensioni. Nel percorso si incontrano pittura, grafica, collage, tecniche miste e opere caratterizzate da una componente tridimensionale. In questo modo diventa concreta quella pluralità di linguaggi che è uno degli elementi distintivi di questa tappa di ArTour. Le diverse tecniche, messe una accanto all’altra, acquistano anche una nuova dimensione: superfici pittoriche, segni grafici, sovrapposizioni materiche e rilievi contribuiscono a creare un percorso articolato e ricco di stimoli visivi.
Anche gli spazi di passaggio e l’area centrale della galleria partecipano alla narrazione complessiva. Lo spazio, non viene percepito soltanto come il luogo che contiene le opere, ma anche come un luogo di incontro e di relazione, dove la dimensione espositiva può convivere con quella culturale e professionale. Ed è proprio qui che ritroviamo uno degli aspetti centrali di un progetto come ArTour: non soltanto mostrare le opere, ma favorire il dialogo tra artisti, pubblico, curatori e collezionisti.
L’allestimento, quindi, non è un elemento secondario. È ciò che permette alle diverse ricerche artistiche di entrare in relazione e alla varietà dei linguaggi di trasformarsi in un percorso unitario, leggibile e dinamico. Un equilibrio tra la singola identità e l’insieme che rispecchia bene, in fondo, la natura stessa di ArTour: portare esperienze artistiche differenti in nuovi contesti e lasciare che sia il confronto a creare nuove possibilità di lettura.
Milano e Brera: un contesto naturale per il confronto artistico
La scelta di Milano non è casuale.
La città è da sempre uno dei principali punti di riferimento italiani per l’arte contemporanea, il design, la cultura e il mercato creativo internazionale.
C’è poi Brera, che merita un discorso a parte.
Perché ci sono luoghi che non si limitano a ospitare l’arte: sembrano respirarla. Brera è uno di questi. Ci sono le strade acciottolate, i cortili nascosti, le facciate che raccontano storie, le gallerie che si aprono quasi all’improvviso lungo il percorso. E poi ci sono i passi delle persone, il rumore della città che arriva attutito, le voci, i piccoli negozi, gli artisti, gli studenti, chi passa di qui per lavoro e chi, invece, continua a tornarci semplicemente perché sente che questo quartiere ha qualcosa da dire.
Brera ha un modo tutto suo di mettere insieme passato e presente. Non sembra mai davvero ferma nel tempo, ma allo stesso tempo conserva una dimensione intima che altrove, a Milano, non è così facile ritrovare. È un quartiere che invita a guardare con più attenzione: una vetrina, un portone, un dettaglio architettonico, un’opera intravista entrando in una galleria.
Forse è proprio questo che rende speciale esporre qui. Le opere non arrivano in uno spazio neutro, ma dentro un luogo che ha già una propria identità, una propria memoria e una lunga familiarità con la bellezza.
Brera è uno di quei posti in cui ti senti sempre di tornare un po’ a casa. Ogni volta che ti trovi ad attraversala ritrovi qualcosa di conosciuto, anche quando tutto intorno è cambiato. È una sensazione difficile da spiegare, ma che appartiene a quei luoghi con cui, nel tempo, si finisce per creare un legame affettivo.
Forse è anche per questo che raccontare una mostra qui ha un sapore diverso. L’arte non sembra semplicemente essere esposta: sembra entrare nel tessuto del quartiere, diventare parte di quel dialogo silenzioso tra le persone, le strade e i luoghi della cultura che rende Brera così riconoscibile.
E mentre si cammina verso Via Ciovasso, tra una galleria e un angolo che sembra quasi appartenere a un’altra epoca, viene naturale pensare che un progetto come ArTour non avrebbe potuto trovare un contesto più coerente con la propria idea di movimento e di incontro. Perché Brera, in fondo, è anche questo: un luogo in cui l’arte continua a passare, a incontrare persone nuove e a lasciare, ogni volta, una traccia diversa.
Una mostra da attraversare, non soltanto da osservare
Il senso di una mostra collettiva contemporanea sta, anche, nella libertà che lascia al visitatore. Non è necessario seguire una sola chiave di lettura e non esiste, per forza, un unico modo di attraversare le opere.
Ogni lavoro può diventare il punto di partenza per una riflessione personale. E proprio il confronto tra opere molto diverse permette di capire quanto siano numerosi, oggi, i modi attraverso cui un artista può raccontare la realtà, la memoria, l’immaginazione e la propria esperienza.
In questo senso, ArTour non propone soltanto una successione di opere, ma un dialogo tra identità artistiche.
La mostra resterà aperta fino al 14 ottobre presso Made4Art, Via Ciovasso 17, Milano.
Per gli appassionati d’arte, i collezionisti e per tutti coloro che desiderano conoscere da vicino le diverse espressioni della creatività contemporanea, la tappa milanese di ArTour rappresenta un’occasione per entrare in contatto con 17 voci artistiche e con un progetto che fa del movimento, del confronto e della valorizzazione degli artisti il proprio principale strumento di promozione culturale.
Autore: PitturiAmo Magazine
Il Magazine di Arte per conoscere e farsi conoscere. PitturiAmo Magazine è parte del Network di PitturiAmo, di cui fanno parte PitturiAmo - il portale dei pittori contemporanei, PitturiAmo Shop - il primo ed unico e-commerce dedicato alla promozione dell'artista e PitturiAmo Gallery - galleria d'arte contemporanea a Caltanissetta.




