“I funerali dell’anarchico Galli” di Carlo Carrà, 1911. New York, Museum of Modern Art.

Carlo Carrà

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Carlo Carrà (1881-1966) è un futurista particolare che interpreta il dinamismo in forme che non rinunciano mai totalmente ai valori plastici e pittorici; è allievo, infatti, del paesaggista Cesare Tallone che lo indirizza ad un vivido e solido naturalismo convinto dell’importanza della ricerca luministica e del richiamo alla plasticità formale degli antichi.

Studia poi i divisionisti, in seguito conosce l’intima struttura della materia dallo scultore Medardo Rosso che ama tendere verso una luce che emoziona rileggendo le opere antiche secondo una sua caratteristica carica ironica. Ma fa tesoro soprattutto della lezione cubista più interessato com’è alla sostanza del soggetto che non al dinamismo dello stesso nella vita moderna.

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Conoscendo, tuttavia, Boccioni, si sposta verso una pittura più dichiaratamente futurista pur allontanandosi successivamente dal gruppo a causa di divergenze con Filippo Tommaso Marinetti.

Nel 1917 incontra De Chirico e immediatamente adotta l’idea dei suoi manichini inserendoli in ambienti claustrofobici.

Autore: Mario Salvo

Ho dedicato interamente la mia vita all'arte, fin dall'età di 12 anni, festeggiando nel 2016 i 50 anni di carriera artistica. Ho fondato l'associazione culturale ALETES Onlus e in qualità di Presidente e Docente e attraverso l'arte nelle scuole cerco di sostenere "diversamente abili" e le categorie socialmente deboli. Coinvolgendo organismi ed enti pubblici regionali, desidererei, assieme ad altri Maestri, ognuno nel suo specifico settore artistico, realizzare un’Accademia d’arte libera ovvero uno spazio nel quale poter gratuitamente insegnare, diffondendo, tra i tantissimi giovani e meno giovani che desiderino apprendere seriamente l’arte e le sue filosofie, i segreti di tecniche e professioni d’arte le quali, diversamente, andrebbero a beneficio di pochi eletti. Scopri di più su Mario Salvo

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